Il 10 marzo andranno in Consiglio Regionale per l’approvazione il Piano Paesaggistico e il Piano Cave.

Mentre il Piano Paesaggistico riguarda a 360 gradi ambiente e paesaggio con tutto ciò che incide sul paesaggio: spiagge, cave, vigneti, ecc., il Piano Cave è legato alle nuove normative nazionali che demandano alla Regione la gestione di tutte le attività estrattive, sia di materiali di prima categoria che di seconda, ed è improntato a conciliare lavoro e ambiente. È ormai antistorico che nel 2015 ci sia ancora conflittualità tra lavoro e ambiente. Oggi infatti si tende a definire un nuovo modello economico sostenibile capace di coniugare le istanze ambientali con le aspettative di benessere garantite dall’espansione economica e dalla occupazione.

Il principio della Filiera Corta si applica a entrambi i piani, ma il caso dei marmi di Carrara e della Sales del Comune di Portoferraio è comunque diverso, perché per il primo caso si tratta di materiale pregiato che si ritrova solo nelle Apuane, per il secondo no.

La realtà apuana è unica al mondo e si deve fare in modo che i marmi apuani siano utilizzati in FILIERA CORTA, cioè l’estrazione e lavorazione del minerale deve rimanere in parte predominante in loco. Ora l’80% del materiale viene esportato grezzo. Con il nuovo accordo, sopra i 1200 m. si sono salvate le cime Apuane, ma bisogna anche che siano emendate le ipoteche estensi antistoriche e ” leggermente ” datate che risalgono alla metà del ‘700.

Uno dei punti fondamentali del Piano Cave è il piano di coltivazione e la filiera corta= da ora in poi il materiale estratto dovrà essere utilizzato in netta prevalenza in loco. Per la Sales di Colle Reciso nel Comune di Portoferraio c’è una doppia ragione per chiedere la FILIERA CORTA e non esportare il materiale a FILIERA LUNGA: non si tratta di materiale raro, il marmo esiste solo a Carrara, ma il pietrisco non ha molto valore aggiunto, lo trovi ovunque.

Inoltre, pur capendo il lavoro della Sales, sempre di più ci si deve adoperare affinché un’attività estrattiva tenda ad essere ridimensionata: il pietrisco potrà essere estratto nella misura in cui serva in parte nettamente predominante per opere dell’Elba in un equilibrato piano industriale in grado di conciliare economia ed ambiente. È previsto inoltre il ripristino ambientale, per il quale la Sales si è impegnata. È necessario infatti ribadire in concreto il ripristino ambientale da sviluppare di pari passo con le coltivazioni.

Nella miniera a cielo aperto della società Eurit, al Buraccio, si estraggono materiali feldspati per usi ceramici, materiale pregiato e raro quest’ultimo, che alimenta importanti attività industriali, la maggior parte fuori dall’Elba (Sassuolo, Montelupo. In Tunisia, come in Marocco vi sono stabilimenti ceramici utilizzati anche da società italiane, ma vengono usate materie prime locali). Valgono le stesse considerazioni: idonee coltivazioni unite a ripristino e recupero paesaggistico, ma rispetto alla Sales la differenza di qualità è nei materiali estratti.

La miniera di Marciana, compresa nel territorio protetto dal PNAT, è stata chiusa da tempo, sono stati fatti interventi di recupero ambientale, e annullati tutti i permessi di ricerca in essere, come vuole la legge nelle aree protette dal PNAT.

Un esempio virtuoso di filiera corta presente nelle attività estrattive elbane è quello delle cave di granito di S.Piero, per il quale esiste una tradizione di artigianato destinato al mercato locale
e una storia estrattiva plurimillenaria sapientemente valorizzata ai fini turistici-culturali con specifici sentieri attrezzati e spazi espositivi.

Le famose miniere a ferro dell’Elba occidentale, dopo la loro chiusura all’inizio degli anni Ottanta del secolo passato, sono state oggetto di lavori di rispristino ambientale e valorizzazione turistico-culturali (Parco Minerario e Mineralogico, Miniera del Ginevro). Peraltro le azioni di rispristino ambientale dovranno ulteriormente svilupparsi, in particolare con azioni di bonifica e salvaguardia per fenomeni legati alle acque acide di miniera. Serve un’azione in grado di incrementare il contributo che la valorizzazione culturale e scientifica delle ex aree minerarie può portare al territorio in termini di eco-turismo.
Questa è la differenza cruciale con le miniere a ferro dell’Elba orientale insieme ai massicci granitici dell’Elba occidentale dall’altra. Questi, e il loro ripristino e tutela, costituiscono la base per un turismo di qualità ed ecosostenibile quale parte integrante e peculiare del sistema turistico culturale ed ambientale della Toscana. “L’Isola d’Elba e le altre isole dell’Arcipelago toscano dalla Gorgona a Giannutri attraverso Capraia, Pianosa, Montecristo e Giglio sono il contenitore di un patrimonio geologico, mineralogico e storico-minerario di notevole pregio ambientale e culturale e vasta risonanza internazionale, parte integrante di un sistema di paesaggi, natura, storia e tradizioni che motivano l’economia turistica del territorio e l’istituzione nel 1996 del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.” *

Dunque, anche nel nostro “Scoglio” devono valere i concetti di base dello sviluppo sostenibile. “Negli ultimi anni l’acuirsi della crisi economica e la minaccia del cambiamento climatico hanno imposto un’accelerazione dei principi dello sviluppo sostenibile. La green economy mira a migliorare la qualità della vita di tutto, riducendo le disuguaglianze nel lungo termine e senza esporre le generazioni future ai preoccupanti rischi ambientali e a significative scarsità ecologiche. In questo senso la green economy è il mezzo e il fine a se stessa, poiché come strumento attuativo dello sviluppo sostenibile diventa una “fase di transizione”, la via per gestire il cambiamento verso un modello di sviluppo sostenibile e, allo stesso tempo, conduce ad un nuovo modello economico (e quindi il fine) stabilmente sostenibile” (ENEA, 2012).

* 2° Convegno: GEOLOGIA E TURISMO 2004
La geologia per un turismo sostenibile: valorizzazione, esempi ed opportunità
Bologna, 3 – 4 novembre 2004

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