Parlando del cambiamento epocale che l’Elba sta, volente o nolente, cosciente o incosciente, vivendo, vorrei mettere l’accento sullo stimolo pratico e intellettuale che abbiamo di fronte per prepararci a un nuovo futuro.  Quando l’Elba post-bellica si rimboccò le maniche per re-inventarsi e non soccombere, veniva da una crisi economica senza pari.  Adesso la crisi che stiamo vivendo può diventarlo, grave, e a maggior ragione bisogna di nuovo rimboccarsi le maniche, con umiltà e con generosità.

La grande differenza però, tra prima ed ora, è la qualità del prodotto da offrire.  Premesso che non ci si può più affidare all’improvvisazione personale, non vedo comunque ostacoli al raggiungimento dell’offerta di un prodotto di qualità, perché l’Elba moderna è moderna davvero: i turisti di oggi sono esigenti e documentati, ma gli elbani hanno raggiunto un livello di sofisticazione economica e culturale tale da poter essere all’avanguardia e competere a livello nazionale e internazionale con altre realtà simili.

E’ piacevole e gratificante fare due facili constatazioni.  La prima è che l’Elba, tenuto conto che il fattore sole/mare è sempre validissimo ma va complementato con il fattore cultura/arte/ambiente, ha un patrimonio cosi ricco che rimane solo la scelta di quale bene valorizzare per primo. La seconda è che l’isola, poiché la sua storia e quindi il suo patrimonio si estendono per vari secoli, puo’ a testa alta competere con un vastissimo numero di siti turistici internazionali, dagli etruschi ai macchiaioli, da Cosimo de’ Medici a Napoleone, dall’archeologia bellica alla geologia…

Per dare un esempio del successo e ritorno economico di qualsiasi iniziativa di questo genere, basta prendere le cifre dei turisti che visitano la Villa di San Martino e moltiplicarle per quanti altri siti valorizzati potrebbero esserci. Invito chi ne avesse voglia a prendere le cifre dei biglietti staccati per le visite agli Uffizi, e confrontarle con le nostre, attuali e potenziali.  Non solo, invito anche a pensare a tutto l’indotto ad essi correlato.  Un primo “gift shop” di concezione moderna è stato approntato ai recentemente restaurati Forni di San Francesco a Portoferraio.  Non è che l’inizio.

Viene il capogiro a pensare a come altri paesi gestiscono il turismo. Si provi a pensare che in America ci sono musei o luoghi storici “vuoti”, riempiti con foto, riproduzioni, percorsi, indicazioni, video, il tutto lasciato alla fervida immaginazione e alla preparazione incredibile delle guide, ma frequentatissimi e popolarissimi. Un esempio per tutti la casa e la tenuta di George Washington.  Oppure, sapete che per prenotare un albergo e ristoranti dentro il magnifico Parco di Yellowstone occorrono mesi di prenotazione anticipata?

Gli elbani si devono modernizzare.  Attenzione però, diventare moderni non significa snaturare le proprie origini e la propria isola, anzi.  Occorre essere consapevoli che la semplicità è il fattore chiave, se pur unita alla tecnologia, all’arte della cura del paesaggio, al restauro, alla gestione di beni e servizi all’avanguardia.

Ripeto, come ho già accennato una volta, che è la semplicità che mozza il fiato.  E’ l’Elba “vera”, di qualità, che tutti conoscono e che tutti amano, che deve essere il principale veicolo di pubblicità e di attrazione internazionale.

*Membro di Italia Nostra Sezione Elba Giglio e del FAI – Fondo Ambiente Italiano

NB – Allego, a titolo di esempio e pronto riferimento, uno speciale di TeleElba su un recentissimo avvenimento che ha portato l’Elba sui telegiornali nazionali, questa volta non per un fatto di cronaca (quotidiana infelice), ma per un evento molto positivo per la nostra storia, passata e presente.  Vi invito a riscoltare le parole della giovane drssa Laura Pagliantini, alla fine del filmato.

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