pianosa nascita di un'isolaLa mostra “Pianosa, nascita di un’isola” è allestita a Pianosa nella Casa del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano dal 14 giugno al 20 ottobre.

La mostra presenta i risultati delle ricerche sugli scavi paleontologici compiuti nel 2013 in una grotta di Pianosa che hanno portato al rinvenimento di 4 crani di cervi risalenti a  decine di migliaia di anni fa, quando l’isola piatta era collegata alla terraferma. La mostra con pannelli, vetrine, catalogo è realizzata in collaborazione con Università di Siena e consentirà di illustrare la formazione dell’isola ricca di fossili. 

A Cala di Biagio, nel buio di una caverna che si apre sul mare alcuni studiosi hanno raccolto resti di faune che hanno popolato quelle terre che oggi chiamiamo isola di Pianosa. Già nella seconda metà dell’Ottocento l’archeologo don Gaetano Chierici, il fondatore della paletnologia in Italia, scavò in quello stesso anfratto con l’intento di raccogliere indizi delle antiche presenze umane concentrandosi su affioramenti che restituirono significativi elementi dell’Età del Bronzo. Rimase praticamente intatto un importante giacimento, di età precedente, che oggi ci ha restituito reperti fossili di mammiferi, 3 crani di cervi mostrati al pubblico per la prima volta in questa esposizione e molte ossa di faune minori, tuttora in studio. Nelle parti della grotta, sollevando lo sguardo verso l’alto sono peraltro visibili i tondi fori di litodomi, inequivocabile indizio della dissoluzione chimica provocata da organismi marini, presenti in una fase in cui il livello del mare era evidentemente più alto di quello attuale. La mostra perciò si intitola la nascita di un’isola e l’esposizione didattica ne racconta l’origine geologica e gli eventi degli ultimi 19 milioni di anni. Un’isola di sedimenti candidi, dove si sovrappongono antiche spiagge. Strati cementati con tanti gusci di molluschi che si sono accumulati, impacchettati o sparpagliati disordinatamente dal moto ondoso.

Sotto la guida degli esperti quegli ammassi di gusci più o meno pietrificati si animano e ci consentono di leggere le vicende geologiche che hanno portato alla formazione dell’isola, al susseguirsi di eventi bioclimatici che hanno segnato profondamente la storia iniziale.

Franca Zanichelli – Direttore del Parco             Luca Maria Foresi – Università di Siena

Su questa mostra leggi anche un articolo di Cecilia Pacini ed una sua riflessione sulla generale rinascita dell’isola.

[gdl_gallery title=”scavi-archeologici-pianosa” width=”200″ height=”150″ ]

La mostra “Ritorno a Pianosa” è stata ospitata dal 29 giugno al 12 ottobre nella casa del Parco, nello splendido scenario naturale dell’omonima isola. E dal 1 marzo al 6 aprile 2014 presso i Musei Civici di Reggio Emilia.

ritorno a pianosa Il titolo della mostra ha un preciso significato: per la prima volta infatti i reperti scavati da Pianosa e custoditi a Reggio Emilia, dopo oltre cento anni, ritorneranno nella loro terra d’origine. Questa vicenda è collegata alla realizzazione della colonia penale agricola avviata nel XIX secolo. Nel 1871, l’allora direttore del carcere, il reggiano Leopoldo Ponticelli, invitò il conterraneo don Gaetano Chierici a studiare i reperti archeologici che stavano venendo alla luce con la costruzione delle strutture detentive. Fu così che il Chierici fece due spedizioni di ricerca sull’isola. Con grande perizia eseguì il rilievo dei resti della Villa romana di Agrippa, si interessò alla rete di cunicoli delle catacombe, scavò entro le grotte recuperando resti di antiche faune ed esaminò siti ricchi di strumenti litici delle prime culture umane insediate quando Pianosa era probabilmente ancora collegata alla terraferma. Tutti i materiali furono così trasferiti a Reggio Emilia dando vita all’importante nucleo collezionistico archeologico dei Musei Civici.

http://www.parks.it/parco.nazionale.arcip.toscano/pdf/Mostra.casa.Pianosa.pdf

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti sul post