Per ribadire la propria posizione nettamente contraria, Italia Nostra condivide sul sito della Sezione Arcipelago Toscano quegli interventi contrari al progetto dell’Autorità Portuale, che prevede un ampliamento delle banchine e accesso alle grandi navi alle porte di Cosmopoli.

Si rilanciano oggi recenti osservazioni dell’associazione Responsabilità in Comune di Portoferraio.

Comunicato stampa del 5 luglio

“Da un recente articolo di stampa abbiamo appreso che l’Autorità Portuale (oggi Autorità di sistema) ha intenzione di effettuare interventi nell’area portuale avanzando sul fronte mare per un totale di 3100 metri quadrati.

Si comprendono le ragioni alla base di tali proposte (principalmente legate alla funzionalità del porto), tuttavia si invitano tutti gli attori in campo (non ultimo il Comune di Portoferraio) a compiere una valutazione complessiva, che tanga conto in prima battuta degli aspetti di natura ambientale e paesaggistica, e quindi, non meno rilevanti, di tutti gli aspetti che derivano dal contesto assolutamente peculiare del Porto di Portoferraio e dell’intero golfo.

Si tratta, a differenza di molte altre realtà, di una Città che è un Porto, e di un Porto che è una Città (non a caso ci chiamiamo “Portoferraio”), e questo sia per conformazione geografica (il golfo di Portoferraio, peraltro, è considerato, per sua natura, uno dei più protetti al mondo) che per la struttura urbanistica che è rimasta, sostanzialmente, quella delineata sommamente dai migliori architetti del ‘500 alla corte di Cosimo de Medici.

E’ pertanto necessario che tutta la Città, nelle sue rappresentanze (in primis, ovviamente quella istituzionale: l’Amministrazione Comunale; ma anche la società civile in qualunque modo organizzata) possa contribuire a definire le priorità legate alla portualità per come essa è inserita nel contesto cittadino e territoriale in genere.

La nostra associazione, ad esempio, ha le idee piuttosto precise in merito, ritenendo, da una parte, che si debbano evitare nuovi banchinamenti (in specie a ridosso del centro storico) e che le problematiche alla base di tali interventi possano essere diversamente risolte; dall’altra, che esistano altri interventi prioritari, legati ad aspetti ambientali e paesaggistici in primis l’analisi del sedimento marino in tutta l’area portuale e dei cantieri da esperti del settore, di cui il porto e la città hanno assolutamente bisogno.

La nostra associazione, nell’intenzione di elaborare una propria proposta complessiva di interventi nell’area portuale, chiama a raccolta tutti quanti abbiano a cuore le sorti del nostro golfo (che sono invitati a mettersi in contatto con noi per allargare quanto più possibile il ragionamento), dichiarandosi peraltro disponibile a mettersi al tavolo con i soggetti istituzionali preposti al fine di giungere alla migliore tutela degli interessi collettivi”.

Comunicato stampa del 15 luglio

“Con riferimento alle precisazioni dell’AdSpMT (Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, ndr) pubblicate in data odierna (leggi qui l’articolo) l’Associazione Responsabilità in Comune fa notare che il proprio intervento sull’adeguamento di cui trattasi era particolarmente critico proprio sulla finalità che, parole dell’Autorità, ‘nasce dall’esigenza di potenziare la capacità operativa dei piazzali per migliorare le operazioni di imbarco/sbarco dai traghetti, eliminando possibili interferenze col traffico cittadino’.

Come si possano eliminare tali interferenze con l’aumento della capienza dei piazzali, allargando la banchina dell’alto fondale all’attacco della darsena medicea, cioè all’unica porta di accesso al centro della città non è dato capirlo.

Che i lavori previsti siano in continuità con quelli finora effettuati ci pare francamente un’aggravante, non certo un’esimente dalle responsabilità già accumulate dalle discutibili e discusse opere portate già a termine e ultimate negli ultimi anni con la inutile, anzi dannosa realizzazione della rotonda (che è tutto salvo che rotonda) alla radice del Molo Massimo e del marciapiede che va dal Residence ai moli 1 e 2 che si sono rivelati, come era facile intuire, di rara pericolosità essendo andati a restringere la viabilità nel punto più stretto del porto commerciale.

Ancora: ‘si può affermare che non si generano modifiche sostanziali al contesto paesaggistico in cui si inseriscono e determinano benefici sia in termini di sicurezza delle operazioni, ma anche di emissioni in atmosfera ed acustiche come rappresentato nella Relazione Ambientale di accompagnamento all’Atf stesso’.

Ulteriori 3000 metri quadri mangiati al mare e popolati di macchine con motori accesi per la maggior parte del tempo non causerebbero emissioni in più? L’allontanamento del mare dai bastioni medicei sui quali fino a poco più di un secolo fa batteva l’onda non avrebbe impatto paesaggistico?

Infine, ma solo per non dilungarsi troppo, se il problema è costituito dalla maggior capienza dei traghetti non si capisce perché si deve danneggiare (ulteriormente) lo scalo con piazzali elefantiaci anziché imporre o comunque invitare le compagnie di navigazione ad utilizzare traghetti più piccoli (e quindi più nuovi e meno inquinanti come peraltro è espressamente richiesto dall’articolo 295 del 152/2006) con una migliore organizzazione e temporizzazione delle partenze, magari infittendone gli orari e rinunciando alla disgraziata formula ‘Parti prima’ che, nell’impossibilità di essere utilizzata nei momenti di maggior affluenza, finisce per causare un ingolfamento dei piazzali e delle vie che affluiscono al porto.

Si dovrebbe tener conto, fra l’altro, che le necessità che l’ AdSpMT individua come critiche si presentano solo per un brevissimo periodo dell’anno più o meno della durata di tre mesi. Appare chiaro che modifiche così impattanti, irreversibili e dannose insisterebbero invece permanentemente sul paesaggio e sull’ambiente portuale, lo ripetiamo, alle porte del centro storico.

Proprio basandosi su questa considerazione chiediamo pubblicamente e con forza un confronto con l’Amministrazione comunale della quale non è dato, ad oggi, conoscere l’orientamento in merito ad un ulteriore stravolgimento della zona portuale che da più parti, e sicuramente da parte nostra, è vista come l’ennesima dimostrazione di mancanza di interlocuzione con i cittadini”.


 

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