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[toggle_item title=”Italia Nostra alla Pieve di San Giovanni – Elba Report 20/07/2010″ active=”false”]Italia Nostra evento Pieve di San Giovanni[/toggle_item][toggle_item title=”Italia Nostra lancia il Progetto Memoria – Il Corriere di Livorno 13/06/2010″ active=”false”]Italia Nostra progetto Memoria[/toggle_item]
[toggle_item title=”Un Progetto Elba per tutelare i beni ambientali- Il Tirreno 24/05/2010″ active=”false”]Italia Nostra progetto Elba[/toggle_item]
[toggle_item title=”Italia Nostra il Progetto Elba 23/05/2010″ active=”false”]Italia Nostra Progetto Elba 2010[/toggle_item]

[toggle_item title=”Rilancio di Italia Nostra in memoria di Alfonso Preziosi – Il Tirreno 20/03/2007″ active=”false”]
PORTOFERRAIO. Rilancio della prima associazione ambientalista dell’arcipelago, “Italia Nostra”. Il tutto nel nome del suo storico fondatore e presidente, Alfonso Preziosi, docente e preside per molti anni del liceo classico Foresi di cui propri 18 marzo, è stato il secondo anniversario della sua scomparsa.
L’iniziativa prende le mosse dai figli di Preziosi, Federica e Leonardo, insieme con Egisto Gimelli ed altri amici impegnati da tempo su questo campo. E il primo significativo passo in questa direzione è già avvenuto: il consiglio regionale di Italia Nostra è intenzionato a non far morire la sezione dell’isola d’Elba. Anzi, allargherà la sua azione anche alla vicina isola del Giglio. Ragion per cui, assieme alla già attiva e funzionante sezione dell’Isola di Capraia, tutto l’arcipelago della Toscana sarà coperto dalla storica associazione ambientalista. “Meglio di quanto succedeva prima – dice Leonardo Preziosi – E sarebbe davvero molto bello che accadesse tutto questo in ricordo di mio padre“. Il professor Preziosi da sempre si è battuto per la salvaguardia e la tutela del territorio sulle maggiori isole della Toscana e sull’Elba in particolare. I suoi articoli apparivano su riviste specializzate e costituivano il “pezzo d’apertura” del settimanale “Corriere Elbano” di cui era direttore.
Con questa nostra iniziativa, aggiunge ancora Leonardo Preziosi,  intendiamo porre i beni culturali in primis e anche l’ambiente dell’arcipelago ai primi posti all’attenzione di quella che è stata la capostipite di tutte le altre associazioni culturali e ambientalistiche d’Italia. Esaminando i temi affrontati nei programmi degli ultimi anni di lavoro effettivo di mio padre alla luce dei problemi che sempre più si stanno manifestando nella loro gravità, ci si rende conto immediatamente di quanto sia necessario il nostro progetto di recuperare quella esperienza culturale ed affiancarla alla lodevole attività oggi prestata da tutti gli organismi di difesa ambientale, istituzionali o su base volontaria, che operano sul nostro territorio”. Obiettivo di fornire un contributo sul piano culturale.
Rimarca Preziosi: “senza nulla togliere alle importanti iniziative che a diverso titolo Legambiente, Wwf e Verdi puntualmente portano avanti, il nostro obiettivo è di dare il nostro contributo sul piano dei beni culturali integrando le attività loro e di altri, laddove se ne condividano i presupposti, magari individuando percorsi di salvaguardia e protezione che finora non siano stati individuati”.
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[toggle_item title=”Non solo Bolano – Elba Oggi 26/06/2004″ active=”false”]Italia Nostra invia una lettera aperta a Simona Galeotti, neo assessore a turismo e cultura del Comune di Capoliveri, chiedendo, di fatto, di chiudere l’epoca del “monopolio pubblico” di Italo Bolano, artista portoferraiese, oggetto di una fase di mecenatismo a senso unico che, con il voto di quindici giorni fa, forse, si avvia al tramonto…

[message_box title=”Lettera aperta all’assessore alla cultura del Comune di Capoliveri (e ad altri suoi colleghi)” color=”white”]A Capoliveri in piazza della Ventina da alcuni anni troneggia un’opera di Italo Bolano, modestamente titolata “Millennium”. Opera commissionata dal comune di Capoliveri, pagata dai contribuenti, dedicato dall’artista all’allora sindaco Ruggero Barbetti. Quest’opera, a prescindere dal giudizio critico, l’ho da sempre percepita incompiuta.

Ma ecco che di recente una mano anonima, forse inconsapevolmente ma con guizzo geniale, ha dato a “Millennium” il tocco definitivo aggiungendo a spray una sola irriverente espressione: “fuck you”.

Questa è ormai una parola che appartiene al millennio, è entrata nel linguaggio universale e la capiscono tutti, anche da noi dove si “parla tedesco”.

Piazzetta Belvedere, altro esempio di arroganza, di gusto discutibile, pessimo utilizzo degli spazi pubblici: al Belvedere, dove ci si va ad ammirare lo splendido panorama, dove la natura fa spettacolo, si sbatte il muso contro un’opera di ferro e vetri colorati. Un ingombro da rimuovere?

E a proposito di spazi: mettiamoli finalmente anche a disposizione di artisti promettenti, con un occhio particolare ai giovani. Pessimo utilizzo degli spazi anche al Palazzo del Cavatore. Fino a qualche mese fa, infatti, c’era la solita occupazione del solito Maestro portoferraiese. L’aveva forse deciso l’assessore alla cultura?

Egregi assessori alla cultura degli otto comuni e della Comunità montana, se ci siete, fate sentire forte la vostra voce. Possibilmente una voce unica, dimenticando per una volta il campanile.

Con stima

Giorgio Bertani – Italia Nostra, sezione Isola d’Elba[/message_box]

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[toggle_item title=”Osservatorio sul pasaggio: ANCORA SULL’ISOLA D’ELBA” 23/02/2004″ active=”false”]

Antonio Dalle Mura

L’area mineraria dell’Isola d’Elba fa parte integrante del patrimonio culturale, scientifico e naturale dell’isola. È una risorsa, insostituibile ed essenziale, che deve assolutamente rimanere di proprietà pubblica e non essere ceduta per pagare debiti altrui. È assurdo che beni di pregio elevato, come le ex miniere, debbano servire a porre rimedio ai guasti causati dalla cattiva gestione del CONI. Per effetto di tale logica, paradossale e perversa, rischiano di divenire oggetto di una speculazione, che fatalmente provocherebbe ulteriore cementificazione e manomissione di un territorio, che di tante cose può avere bisogno, ma certamente non della ennesima “valorizzazione” edilizia e turistica.

Su queste aree – che devono essere rese all’Elba – si deve spendere per il ripristini idrogeologico e naturale e per la tutela e la salvaguardia del paesaggio. Non cadano preda di speculazioni e facili guadagni.
Se devono essere cedute, sia la Regione ad acquistarle per io loro immenso valore (anche culturale), assicurando così che questo inestimabile patrimonio non venga disperso e distrutto.

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[toggle_item title=”Osservatorio sul paesaggio: L’ELBA E IL CONI – 09/02/2004″ active=”false”]

Italia Nostra Sezione della Versilia 

Preoccupa la notizia che le aree delle ex miniere dell’Isola d’Elba vengano cedute alla CONI SERVIZI spa perché, con il ricavato della loro vendita, possano essere ripianati i debiti del CONI.
Grande è il pregio paesaggistico e gravi sono i problemi ambientali delle aree in questione di cui, in ogni modo, devono essere garantiti la bonifica e il recupero. A questo scopo, e non ad altro, dovrebbe essere finalizzato il ricavato della vendita degli immobili del distretto ex minerario dell’Elba.
Non riteniamo giusto che queste risorse, risorse dell’ Elba vengano utilizzate per scopi diversi dal recupero del territorio e dal finanziamento del “Parco minerario elbano”. Per questo auspichiamo una soluzione più corretta della questione che tenga conto dei legittimi interessi dell’Isola d’Elba.

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[toggle_item title=”Quei Momunenti non tutelati – Elba Oggi 13/06/2002″ active=”false”]

Italia Nostra ritorna sulla questione della scarsa attenzione che il Comune di Portoferraio presterebbe a taluni monumenti cittadini, in particolare alle Fortezze. Lo fa con un ordine del giorno presentato al Convegno del Centro studi napoleonici sull’Elba nei primi anni dell’800.

Nella seconda giornata del Convegno del Centro Nazionale di Studi Napoleonici e di Storia dell’Elba (“L’Elba nella strategia mediterranea di Bonaparte Primo Console”) dedicata all’assedio di Portoferraio (1801-1802), Italia Nostra ha presentato un ordine del giorno di protesta contro gli interventi del Comune sulle Fortezze ed ha lanciato un appello per il recupero e la tutela dei Monumenti storici.

L’o.d.g. di Italia Nostra, Sezione dell’isola d’Elba, è stato letto dal presidente del Centro, prof. Angelo Varni. “Credo che i convegnisti – ha sottolineato il presidente – debbano essere ben lieti di dare il loro contributo a tale iniziativa dando la loro adesione al documento della sezione elbana di Italia Nostra che si batte insieme alle altre associazioni ambientaliste per la tutela e la riqualificazione del grande patrimonio storico ed architettonico dell’Elba”.

Ecco il testo approvato dal Convegno:

[message_box color=”white”]La storia di Portoferraio è essenzialmente storia militare a partire dalla fondazione di Cosmopoli nella metà del XVI sec. per volere di Cosimo I° granduca di Firenze. La struttura urbana è assolutamente informata alle esigenze di carattere militare.

Il Convegno “L’Elba nella strategia mediterranea di Bonaparte Primo Console”, organizzato dal Centro Nazionale Studi Napoleonici e Storia dell’Elba, rivolge un appello pressante al Comune di Portoferraio, alla Soprintendenza e al Ministero dei Beni Culturali per un sollecito intervento di manutenzione, recupero e valorizzazione di tale incommensurabile patrimonio storico e architettonico.

All’interno del complesso fortificato sono sotto gli occhi di tutti due realtà discordanti. Da una parte, la Linguella e i bastioni del Fronte d’attacco, ultimamente recuperati attraverso un’azione pluriennale di restauro; dall’altra il Forte Falcone.

Fuori della cinta muraria cinquecentesca, si trovano il Forte Inglese ed il Forte Albaro (Montebello , collina di Albereto) in preoccupante abbandono nonostante gli appelli per il loro recupero e la loro piena valorizzazione.
Ma c’è di più. Nel cuore del Fronte d’attacco progettato dal Buontalenti, proprio sotto il Falcone, proliferano le antenne ben visibili anche da chi sbarca dai traghetti. Sono state istallate a due passi del cosiddetto Raggione (o Piaggione), un anfiteatro naturale pavimentato a pietra locale ed ora deturpato da strutture per la telefonia mobile che già negli anni scorsi avevano compromesso l’identità del luogo.
Fra l’altro, da anni ci si batte inutilmente perché siano eliminate piante invasive e addirittura pinete che alternano del tutto l’opera architettonica delle fortificazioni. Messe a dimora magari con le migliori intenzioni (cantieri di lavoro nell’immediato dopoguerra), non esiste alcun motivo valido perché si continui a mantenerle e farle crescere.

Le fortezze medicee devono recuperare la loro piena visibilità e leggibilità.

Italia Nostra – Sezione Isola d’Elba[/message_box]

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[toggle_item title=”Antenne sulle Fortezze sempre più … della discordia 29/95/2992″ active=”false”]

Sembra che il Comune di Portoferraio, nella installazione (all’interno delle Fortezze medicee) dei ripetitori per la telefonia mobile, non abbia rispettato la procedura, soprattutto nei confronti della Soprintendenza ai beni ambientali e culturali. Lo rende noto Italia Nostra.

Avrebbe in effetti del clamoroso, se confermata, la notizia secondo la quale il Comune di Portoferraio non avrebbe osservato le disposizioni date riguardo ai lavori nel cosiddetto Raggione (o Piaggione) delle fortezze. Stiamo parlando dell’intervento su quella specie di vasca che si è quasi cementata, all’interno delle Fortezze Medicee, per creare una base su cui impiantare un traliccio per i ripetitori della telefonia cellulare.

Ne parlavamo nel nostro ultimo numero su segnalazione di Italia Nostra, la stessa associazione (per altro impegnata anche in difesa di altre strutture monumentali elbane) che adesso invece ritorna sulla vicenda per stigmatizzare l’operato del comune e “assolvere” la Soprintendenza che in un certo modo aveva criticato la volta scorsa per aver dato l’ok all’intervento.

Ebbene adesso Italia nostra ci segnala che sarebbe stato il comune di Portoferraio a non informare l’organo di salvaguardia sui tempi e modalità dell’intervento.

“La notizia – sottolinea Italia Nostra – proviene da fonte attendibilissima. Le antenne nel cuore delle fortezze medicee sono uno scempio, un danno irreparabile, una perdita di immagine per l’isola intera. Come è possibile che un intervento di questa entità, nel cuore della Portoferraio cinquecentesca (dunque sottoposto a vincolo) abbia avuto il nulla osta degli organi preposti alla tutela dei patrimonio storico e artistico?”
A questo punto i rappresentanti elbani di Italia Nostra hanno indagato e sembra che “la soprintendenza – scivono in una nota – avrebbe sì autorizzato l’istallazione delle antenne per la telefonia mobile ma a condizione che l’opera fosse seguita dalla Soprintendenza stessa. Questo accordo, raggiunto nel dicembre dello scorso anno, sarebbe stato dunque clamorosamente disatteso dall’amministrazione comunale”.

“Lo stesso Nucleo dei Carabinieri, che ha competenza specifica, in materia è intervenuto con esemplare tempismo nel fermare i lavori. La sezione elbana di Italia Nostra, nel dichiararsi nettamente contraria ad ogni intervento sulle fortezze, richiede un maggior impegno per un’azione più incisiva di tutela ed invita l’opinione pubblica a segnalare ogni abuso ed ogni tentativo di manomissione ai danni del patrimonio storico e artistico”.
Il gruppo ambientalista prosegue poi rincarando la dose e sottolineando come “l’atteggiamento della Giunta municipale di Portoferraio sia palesemente contraddittorio. Infatti, da un lato afferma di voler continuare nella politica di acquisizione dell’intero circuito murario cinquecentesco (in particolare della Tenaglia delle Fascine vicino alla Punta del Gallo, detta la Gattaia, e del Forte Falcone) allo scopo di valorizzare ogni risorsa culturale, dall’altro lato, invece, permette l’installazione di impianti per la telefonia mobile che deturpano, forse in modo irreparabile, un luogo così prestigioso che dovrebbe essere difeso a spada tratta da ogni manomissione e che dovrebbe essere il vanto della comunità elbana”.

Italia Nostra – Sezione Isola d’Elba

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[toggle_item title=”Su Forte Inglese la mossa non basta – 15/05/2002″ active=”false”]Lettera aperta di Italia Nostra all’assessore Nurra. L’associazione ambientalista aveva nei mesi scorsi espresso giudizio favorevole sull’intendimento del Comune di Portoferraio di ristrutturare Forte Inglese. Ora però… monta la preoccupazione.

Nel settembre dell’anno scorso, allorché il Comune di Portoferraio sfrattò gli inquilini del Forte Inglese (“per una assegnazione più oculata degli spazi” fa sapere, in alcune sue dichiarazioni, l’assessore Nurra), Italia Nostra interpretò il provvedimento, pure clamoroso, come un segnale positivo.

L’Amministrazione, sfidando l’impopolarità, intendeva avviare un percorso, virtuoso per così dire, finalizzato al recupero di un edificio ricco di storia ed importante per l’intera isola? A distanza di 7 mesi, l’amministrazione civica non ha chiarito le idee in proposito.

Ed anche l’ultimo intervento dell’assessore Nurra non porta elementi di novità. Anzi, in un certo senso ci intimidisce e ci preoccupa. Ci intimidisce, quando rimprovera tutti per il loro tardivo interessamento: ambientalisti, artisti, Partiti, Regione. Scrive Nurra che chi ha sollecitato la tutela della fortezza e avanzato timori per il suo futuro non convince fino in fondo (“ho un sospetto: qualcuno ci marcia”).

Ci preoccupa, quando l’assessore ci spiega il perché di tutto questo baccano intorno ad un forte “bello, imponente, prestigioso per la memoria di tutti e da secoli abbandonato…”: lo si deve alla lettera di sfratto agli inquilini “è bastata, la mossa”. Con un moto di orgoglio l’assessore rivendica al Comune il merito di riportare alla ribalta della cronaca la fortezza settecentesca.

Ammettiamo l’errore: il provvedimento di sfratto del settembre scorso non voleva anticipare un progetto di recupero, ce lo dice Nurra. Il Forte Inglese è in stato di degrado? Ecco tirare in ballo i predecessori (“il forte Inglese era lì anche lo scorso anno e quello ancora prima e nei decenni passati.”).

L’osservazione, a nostro giudizio, è condivisibile ma anche l’attuale amministrazione, in carica da tre anni, qualcosa di più poteva ben fare. Ed infatti lo stesso assessore è costretto ad ammetterlo se subito dopo afferma che il Comune “ora.. dovrà interessarsi per forza al caso”.

Italia Nostra si augura che l’interesse per la settecentesca fortezza di Portoferraio non venga meno; che si riproponga in termini concreti il dibattito sul recupero e riuso di questo monumento e in generale del patrimonio storico elbano; che la “smania” di tutti (così si esprime l’assessore alla Pubblica istruzione) sia di stimolo al Comune di Portoferraio che si è preso l’impegno di dimostrare nei fatti una capacità ed una attenzione alle grandi risorse culturali dell’isola superiori, afferma, a quelle delle precedenti amministrazioni.

Italia Nostra – Sezione dell’Isola d’Elba

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