Socio Silvio Pucci, pubblicato su Facebook il 2 agosto 2019

I veicoli vanno diminuiti, non aumentati, ne va scoraggiato e non agevolato l’uso e le crociere di grosso tonnellaggio se ne devono stare fuori e usare il battellaggio.

È una logica molto singolare quella in base alla quale per aumentare, presumibilmente, ma non è provato affatto, gli introiti del commercio, cioè di cinquanta persone si debba devastare un’area immediatamente a ridosso dei bastioni medicei, un’area di tutti già ampiamente sconciata da quell’obbrobrio di Gattaia e da piazzali già abnormi danneggiando così beni che sono comuni a 12000 persone nell’ipotesi riduttiva, sessanta milioni in verità considerando Portoferraio come un patrimonio italiano e una delle più grandi testimonianze di una cittadella fortificata sul Mediterraneo.

Per non parlare del pericolo che corrono le banchine medicee e la Linguella che, se la nave di duecento e passa metri sbaglia manovra o qualcosa non funziona, rimarrebbero distrutte anche con un piccolo impatto. Ed in ogni caso, anche al di là di tutto questo, ritengo sia l’ora di cessare questa perversa idea che lo sviluppo economico consista nel colare cemento in continuazione, per giunta mangiandosi il mare.


 

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